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12.9.16

Drive in Saturday

"Quella è stata la prima volta che l'ho vista. Faceva il liceo, e arrivava tutti i giorni in corriera da Tuturano, che era il satellite malconcio di Brindisi.
Maira, quel giorno che si è tatuata nella mia vita, portava una gonna viola.
Aspettava sempre la corriera arancione a quella fermata, e mi sembrava uscita fuori da un disco di David Bowie degli anni 70. Mi sarebbe tanto piaciuto prenderla per mano, invece di spaventarla con le mie braccia sconnesse. Quelle braccia che sembravano un letto sporco e striminzito, con le coperte buttate all'aria. L'avrei presa per mano e l'avrei fatta entrare in una canzone. Tipo Drive in Saturday. Oh, quanto ci sarebbe stata bene Maira là dentro."

Tu come tutto quello che tocchi, Clara Nubile






9.9.16

Filosofia del bicchiere mezzo pieno



Cerco sempre di pensare positivo quando sono preoccupata.
Viste le disavventure, ho cercato di farlo anche durante questa vacanza. L'unico modo  per non farmi prendere dal panico era abbracciare la filosofia del bicchiere mezzo pieno. A volte letteralmente...che ci volete fare... ogni tanto stonarsi leggermente aiuta a mantenere l'equilibrio .




Con un po' di impegno siamo riusciti, lo stesso, a portarci a casa uno scrigno di ricordi piacevoli.



 * Il sole in primis. (ne avevamo tutti bisogno perché, se vivi in UK, i livelli di vitamina D scendono)




^^^ La pineta vicino alla spiaggia.



Niente mi ha fatto battere il cuore più di questo luogo incantato.



Siamo tornati più volte in questo lido 


che aveva un passaggio segreto a una piccola oasi,


dove sentirsi in pace con se stessi



e con la Natura.






Sarebbe stato perfetto se non ci fosse stata la (seconda) tempesta,



preceduta dalla (seconda) quiete.



Invece abbiamo dovuto affrontare un'altra convalescenza,


cercando di ricordare, come al solito, i momenti felici.
Lido Pi.a.neta? (...)





Insomma una vacanza con tante spine.




Perché se hai il timpano perforato e hai pure la febbre, il mare lo puoi vedere giusto in tv


oppure da lontano.






Ed è spesso difficile, in questa situazione, gestire i malumori di un bambino.






Ci vuole tanta pazienza.


Infinita.

31.8.16

La quiete "prima" della tempesta



Una bella foto racconta molto di più di un momento che non vogliamo dimenticare.
Nel caso sopraggiunga un problema, aiuta a calmare l'animo e a purificare le emozioni.
Una bella foto è un miraggio in cui trovano ristoro i pensieri increspati dall'ansia e dalla preoccupazione.
Lo stato di grazia di un attimo in cui ogni cosa sembra perfetta.

Ciò che è seguito dopo questo scatto, sembra dimostrare l'inefficacia del costruire ricordi ideali.
Infatti  l'immagine del bambino che gioca nel piccolo paradiso, resterà sempre un po' sfocata nel mio cuore, poiché più impatto ha avuto quella del bambino che cerca di salvarsi dalla tempesta.

A distanza di poche ore da quell'attimo di perfezione, la serenità viene spazzata via dal dolore acuto e improvviso per un timpano perforato.


Cosa si provi ad avere un buco nel timpano, l'ho intuito osservandolo mentre disegnava il mare così come se lo ricordava.
L'acqua turchese, il sole splendente e poi una serie di fulmini che mi hanno dapprima fatto pensare fosse stanco di colorare e preferisse divertirsi a pasticciare il foglio, ma poi realizzare che, proprio in quel momento, stesse liberando la tensione accumulata nei giorni di dolore insopportabile.
So bene che l'atto creativo dello scarabocchio sia in grado di parlare molto più di un disegno dalle figure riconoscibili, perciò è stata una grande emozione guardarlo mentre dava vita, nella pagina accanto, a una tumultuosa tempesta di fulmini.
Un caso che quella pagina corrispondesse al suo timpano sinistro perforato?


In mezzo a tutta quella rappresentazione del dolore si intravede, alla fine, il riflesso del sole sul mare.
Ecco quindi di nuovo quel miraggio, il ricordo simbolico di una quiete perduta e la speranza di tornare a uno stato di benessere ideale.
Invece i fulmini, seppur meno frequenti, continuano a imperversare nel cielo poiché - si sa- la guarigione è lenta.



20.7.16

La spuntatina



Hai chiesto al parrucchiere di fare un taglio e invece lui ne ha fatto un altro? 
Niente paura: i capelli ricresceranno.
Un'amica mi ha consigliato di ripeterlo come un mantra.
Ricresceranno, ricresceranno...




17.7.16

Notizie da un'isoletta

"Agli occhi degli storici la Gran Bretagna sembrerà un vero enigma quando guarderanno alla seconda metà del ventesimo secolo. Ecco un paese che ha combattuto e vinto una guerra giusta, che ha smantellato un impero potente in modo abbastanza benevolo e illuminato, che ha istituito un welfare state così lungimirante - in breve, che ha fatto quasi tutto in modo perfetto - e che ha poi passato il resto del secolo a giudicare se stesso come un fallimento cronico. Il fatto è che questo paese resta il migliore del mondo per molte cose: imbucare una lettera, andare a fare una passeggiata, guardare la televisione, comprare un libro, uscire a bere qualcosa, visitare un museo, usare una banca, perdersi, chiedere aiuto, o starsene su una collina a guardare il panorama"

(Notizie da un'isoletta, Bill Bryson)


The Shard ( anche noto come La Scheggia), visto dalla Switch House (The New Tate Modern)


Una scheggia di follia ha attraversato il Paese in cui vivo, tuttavia so bene che i comportamenti deliranti non avvengono per caso.
E' pratica diffusa, in tutto il mondo, cercare un capro espiatorio a cui attribuire le responsabilità di una situazione disagiata.

La notte dello spoglio elettorale ho avuto uno strano presentimento. Mentre guardavo la diretta su BBC, mi è tornato in mente quel titolo del Daily Mirror di cui avevo parlato qui, a proposito di Brighton.




Fino alle 2 e mezza sono rimasta incollata davanti allo schermo, chiedendomi se quest'idea del "continente tagliato fuori" fosse ancora radicata nella mente degli elettori.




Svegliarsi davanti al risultato definitivo è stato come venire colpiti da un'onda ed essere spinti al largo. Lontano.
Ho sentito su di me l'ostilità, il peso di quei numeri.
La sensazione di perdere un'identità sociale conquistata nel tempo.

Certo, avevo la consapevolezza che Londra sarebbe comunque rimasta un'isola nell'isola, una città privilegiata in cui differenze culturali ed etniche sono davvero considerate risorse.
Ciononostante, là fuori, c'era un 40 % cento di individui che la pensava diversamente.

Mi sono fatta coraggio e sono uscita.
Così ho scoperto che molti tra gli inglesi attorno a me, fossero scioccati e depressi. Feriti nel profondo dell'anima.
E' grazie a loro che lentamente ho ripreso fiducia. Grazie a loro, mi sento di nuovo a casa.

Il ciclone Brexit mi ha fatto vacillare, ma sono ancora in piedi.


Sinceramente, ora, mi sembra proprio l'ultimo dei problemi.


Niente che non si possa risolvere, se comparato ad altre disavventure umane.

Tra tutte le persone che in queste settimane hanno perso la vita a causa di una scheggia di follia, vorrei ricordare ancora Jo Cox, la parlamentare inglese uccisa 8 giorni prima del referendum.
Jo Cox era un'idealista coraggiosa, promotrice della tolleranza e dell'inclusività, in particolar modo per la questione dei rifugiati provenienti dalla guerra in Siria.
Al suo primo discorso in Parlamento (un anno prima della sua morte), aveva detto che il suo lavoro le aveva già insegnato la cosa più importante: che "malgrado le differenze di religione, etnia, convinzione e condizione sociale, siamo molto più uniti e abbiamo molto di più in comune tra di noi rispetto a tutto ciò che ci divide"


in memoria di Jo Cox, (segue una lunga lista)